«Arthur cercava in tutti i modi di convertirmi alle liste. Gli piaceva, assegnare un ordine di priorità. Io ho sempre preferito tenere in testa quello di cui mi dovevo ricordare. Forse sto diventando un po' come lui, ora che è morto; prendo i suoi lati migliori.»
Quando scelgo un libro, spesso sono guidata dal desiderio di provare un determinato sentimento leggendo. La scelta viene fortemente influenzata dalla sinossi, e non potrebbe essere altrimenti, poi come viene sviluppata la storia sta all'abilità dell'autore/autrice.
Quando ho scelto di leggere "La lista di Mabel" di Laura Pearson (Astoria) sapevo quello che volevo: nostalgia, commozione probabilmente, seconde possibilità. Ho avuto questo, e anche altro.
Mabel ha appena perso suo marito Arthur, dopo una vita passata insieme, da soli. Non hanno avuto figli e la loro casa è piena di ricordi e di abitudini che restano ancorate nel cuore di Mabel, anche in assenza di Arthur.
Nel crollo di tutta la sua vita, Mabel scopre che suo marito aveva disposto tante piccole attenzioni per agevolarla nella sua nuova solitudine, ma la donna è chiusa nelle sue sicurezza e fatica ad accettare qualsiasi apertura verso il mondo.
«Perché ho detto di no a tutto, nella vita? Cos'altro mi sono persa?»
Ci penserà Julie, l'infermiera di un servizio di assistenza a domicilio che Arthur aveva prenotato per Mabel, qualora lui fosse venuto a mancare, a farle toccare con mano una nuova realtà: piena di energia, ma anche con una tristezza taciuta in fondo agli occhi - forse un lutto o anche più di uno - la donna si occupa delle incombenze pratiche ma pian piano inizia a curare anche le ferite dell'anima di Mabel, e Mabel le sue, creando una sincera amicizia.
Spinta da Julie, Mabel inizia a mettere ordine tra le cose di Arthur e, in un cassetto, trova il blocco a spirale che usavano per le liste infinite che l'uomo amava stilare. Stavolta, però, c'è una sola voce sulla lista: CERCARE D.
«E adesso? Mi preparo una tazza di tè, mi siedo sul bordo della poltrona, sorseggiandolo anche se è ancora bollente, e mi chiedo cosa succede quando tutte le voci su una lista di cose da fare sono tutte cancellate.»
Per Mabel è un salto nel passato, quando lei e suo fratello Bill erano giovani, e Arthur era l'amico che usciva con loro e Dot era la sua migliore amica. Improvvisamente i ricordi diventano dolci, nostalgici, e poi via via più dolorosi e soffocanti.
Ad aiutare Mabel nel suo viaggio nel passato, c'è Julie ma anche Patty, una nuova amica che conserva anche alla sua età la bellezza da passerella che ha fatto impazzire le rockstar del periodo d'oro, nonostante il dolore della lontananza dalla figlia e dalle nipoti. Quando si aggiungeranno anche Kirsty, una giovane mamma con una famiglia ingombrate alle spalle, ed Erin, la cassiera del supermercato di quartiere che vive un momento difficile e che Mabel accoglie in casa sua, il gruppo di amiche diventa completamente improbabile, eppure assolutamente necessario.
Ogni donna ha una ferita da guarire e l'una con l'altra nutriranno quel granello di gioia che pensavano scomparso dalle loro vite.
«Non conosco molti gruppi di amiche, ma so he di solito sono omogenei per età. Tuttavia c'è qualcosa di corroborante in questa comitiva, come qualcosa che è stato gettato alle ortiche eppure è fiorito.»
"La lista di Mabel" è un romanzo pieno di rimpianti, rimorsi e voglia di non arrendersi al destino: la protagonista ha ottant'anni e solo allora inizia a fare qualche timido tentativo per smuovere le cose impantanate nella sua vita. Solo così inizierà a vedere dei cambiamenti, in se stessa e in quelli che le stanno attorno.
È stato bello vedere come i personaggi si evolvessero in maniera molto naturale, coraggiosamente, affrontando i problemi in sospeso e aprendosi alla vita.
Ho apprezzato tutto, o quasi, di questa storia, se non fosse che mi è mancato qualcosa nel finale, uno slancio, un gesto eclatante, qualcosa che mi facesse sospirare (lo so, i finali dei libri non devono per forza essere col botto, ma nel momento della lettura io avevo bisogno di quello).
Ora ho scoperto perché: a maggio di quest'anno Laura Pearson ha fatto uscire il seguito col titolo "The Last Marriage of Dot Brightmore" dove ritroviamo Mabel, Dot e tutto il gruppo di amiche.
Per ora non è stato ancora tradotto, ma spero che sia solo una questione di tempo, sinceramente mi farebbe piacere sapere come stanno tutti i personaggi, come hanno vissuto dopo l'ultima pagina de "La lista di Mabel", per sapere se la mia voglia di finale perfetto sarà finalmente soddisfatta.
«Perché sono ancora qui, sono ancora viva, e ho voglia di fare. Di guardare cosa ho concluso, quello che ho cambiato. Senza sapere cosa succederà dopo.»
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